Antivirus, non aggiornare è reato
Qualche anno fa il virus Kamasutra aveva mandato in tilt i PC del Comune di Milano: la questione si era conclusa con una pessima figura del Comune, una multa emanata dall’Autorità Garante in materia di protezione dati personali per omissione di misure di sicurezza (circa 70.000 euro di sanzioni amministrative) ed un termine imposto sempre dal Garante, per effettuare il cosiddetto “ravvedimento”: provvedere alla regolarizzazione degli antivirus entro i tempi imposti dall’Autorità.
Oggi la questione sembra riaprirsi, anzi si riaprono in questo caso le porte del Tribunale Penale di Milano, in quanto un PM piuttosto attento alla materia ha notificato un avviso di garanzia al Responsabile dei sistemi informatici dell’epoca, contestando ben due reati: quello di omissione di controllo delle misure di sicurezza dei sistemi informativi, l’altro consistente in false attestazioni rese al Garante in relazione all’adeguamento alle misure trascorso il termine prescritto dal medesimo Garante per la messa a norma.
Di quali reati stiamo parlando? Stiamo parlando di due reati procedibili di ufficio, presenti nel decreto legislativo 196/2003 (cosiddetto Codice in materia di protezione dati personali) i quali prevedono non poche conseguenze negative in caso di accertamento della responsabilità dei soggetti indagati.

